(EN – For the English version of this article, please scroll down)


La crisi dell’Europa e la perdita di direzione

L’Europa ha perduto il suo ruolo intellettuale: come riconquistarlo?

L’Europa, un tempo faro di pensiero e cultura, sembra aver perso il suo ruolo di guida intellettuale nel panorama globale. I suoi valori, che per secoli hanno definito il concetto di civiltà occidentale, dalla democrazia alla libertà individuale, dall’educazione alla giustizia sociale, sono oggi messi in discussione e rischiano di essere dimenticati.

Nel contesto internazionale, l’Europa appare come un attore secondario, incapace di imporsi con nuove idee e nuovi modelli. Non si tratta solo di un declino politico o economico, ma di un più profondo smarrimento culturale, intellettuale e sociale. L’Europa, che un tempo poteva vantare intellettuali e pensatori di fama mondiale, oggi si trova di fronte a un vuoto intellettuale che la lascia senza una visione condivisa, senza una strategia di lungo periodo.


L’Italia e la “fuga dei cervelli”: una risorsa inesplorata

Il caso italiano è emblematico. Non solo il paese soffre di una crisi sistemica, ma l’Italia è anche il teatro di un dramma ancora più grande: la fuga dei cervelli. Ogni anno migliaia di giovani talentuosi – ricercatori, economisti, scienziati, artisti – abbandonano il paese alla ricerca di opportunità che in Italia non riescono a trovare. Seppure in modo più silenzioso, il fenomeno ha effetti devastanti sul nostro sistema educativo, sulle nostre università e sulle nostre imprese, impoverendo l’intero tessuto sociale ed economico.

Ironia della sorte, mentre i giovani fuggono dalle politiche italiane, la stessa si dichiara voler offrire accoglienza a chi scappa dalle tensioni interne del sistema USA, messo sotto attacco dalle politiche di Trump. Non si tratta di un problema isolato, ma di un sintomo di un sistema che non riesce a tenere insieme l’intelletto e il lavoro. Il mismatch tra le competenze e il lavoro disponibile è evidente.


Come ridisegnare l’Europa nel contesto globale?

La chiave per risollevare l’Europa dal suo impasse è una nuova visione, un nuovo sguardo che abbracci la complessità e la fluidità del mondo moderno. Non possiamo continuare a fare affidamento su vecchie strutture e su modelli superati. L’Europa ha bisogno di ridefinire se stessa non attraverso l’uso delle armi o con politiche di isolamento, ma tramite una nuova narrazione culturale.

L’Europa può risorgere, sì, ma solo se saprà riconnettere la sua tradizione intellettuale con le sfide del presente. La bellezza, la cultura, la creatività devono tornare al centro dell’agenda politica e culturale. È un ritorno alle radici, ma con una mente proiettata nel futuro. Le politiche di integrazione, i valori democratici e la tutela della diversità sono i principi che possono guidare l’Europa nella nuova era.

Le pubbliche amministrazioni e le imprese hanno il dovere di cambiare mentalità, di essere disposte ad adattarsi a un mondo che corre veloce. La tecnologia, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stanno cambiando radicalmente il mercato del lavoro, ma sono anche strumenti che, se usati correttamente, possono generare una crescita sostenibile e inclusiva.


Ripartire dal lavoro: Pubbliche Amministrazioni, Imprese e una Nuova Narrazione Europea

Oggi la vera frattura non è tra chi ha e chi non ha, ma tra chi riesce a leggere i segnali del tempo e chi resta fermo in modelli superati. Le pubbliche amministrazioni sono ancora bloccate in logiche novecentesche: concorsi, mansioni, schemi rigidi. Le imprese cercano competenze che non trovano. Il mercato è fluido, ma la risposta istituzionale è lenta, scollegata.

E intanto, i nuovi leader d’opinione – gli influencer più seguiti – non vendono più prodotti, ma una visione: parlano di verità, di vissuto, di problemi comuni. Non pubblicità, ma identità.

È qui che l’Europa può riscattarsi. Non con un’altra riforma calata dall’alto, ma con una nuova immagine: quella di una potenza culturale che sa riconoscere il valore delle competenze ibride, dei percorsi non lineari, dei lavori emergenti.

Strategie, visione, pensiero laterale: servono nuovi ruoli che oggi ancora non esistono nei sistemi ufficiali, ma che saranno decisivi per tenere insieme società e tecnologia, mercato e etica.

Ma siamo ancora in tempo per riprenderci l’intelligenza, prima che diventi solo un algoritmo?

Al prossimo “punto di vista”,

Gala & Syn


(All contents of this article are protected by copyright and reflect original elaboration. Reproduction, even partial, without the author’s permission is prohibited)


(EN) Starting from Work: Public Institutions, Businesses, and a New European Narrative

Europe Has Lost Its Intellectual Role: How Can It Win It Back?


The European Crisis and the Loss of Direction

Europe, once a beacon of thought and culture, seems to have lost its intellectual leadership on the global stage. Its values, those that for centuries defined the very notion of Western civilization, from democracy to individual freedom, from education to social justice, are now under threat, and risk being forgotten.

In the international arena, Europe appears as a secondary actor, unable to assert itself with new ideas and models. This is not merely a political or economic decline, but a deeper cultural, intellectual, and social disorientation. Europe, once home to world-renowned intellectuals and thinkers, now faces an intellectual vacuum, with no shared vision and no long-term strategy.


Italy and the “Brain Drain”: An Untapped Resource

Italy is a telling case. Not only is the country suffering from a systemic crisis, it is also the setting of an even deeper tragedy: the brain drain. Every year, thousands of talented young people – researchers, economists, scientists, artists – leave the country in search of opportunities they can’t find at home. Though quieter than other phenomena, this exodus has a devastating effect on our education system, our universities, and our businesses, weakening the entire social and economic fabric.

Ironically, while young Italians flee local policies, Italy is actively scouting for new intellectual resources, welcoming those escaping internal tensions in USA made by Trump. This is not an isolated problem, but a symptom of a system unable to connect intellect with work. The mismatch between skills and available jobs is glaring.


How Can Europe Redesign Itself in the Global Context?

The key to lifting Europe out of its deadlock lies in a new vision, a new perspective that embraces the complexity and fluidity of the modern world. We cannot keep relying on outdated structures and obsolete models. Europe must redefine itself, not through weapons or isolationist policies, but through a new cultural narrative.

Yes, Europe can rise again, but only if it manages to reconnect its intellectual tradition with today’s challenges. Beauty, culture, and creativity must return to the center of both the political and cultural agenda. It’s about going back to our roots, with a mind fixed on the future. Integration policies, democratic values, and the protection of diversity are the principles that can lead Europe into a new era.

Public institutions and businesses have a duty to change their mindset, to be ready to adapt to a fast-paced world. Technology, digitalization, and artificial intelligence are radically reshaping the labor market, but they can also be tools for sustainable and inclusive growth, if used well.


Starting from Work: Public Institutions, Businesses, and a New European Narrative

Today, the real divide is not between the haves and the have-nots, but between those who can read the signs of the times and those clinging to obsolete models. Public institutions are still trapped in 20th-century logic: competitive exams, rigid roles, outdated frameworks. Companies are looking for skills they cannot find. The market is fluid, but the institutional response is slow and disconnected.

Meanwhile, the new opinion leaders – the most followed influencers – are no longer selling products. They’re selling a vision. They talk about truth, lived experience, and shared struggles. Not advertising, but identity.

This is where Europe can reclaim its relevance, not through another top-down reform, but by presenting a new image: that of a cultural powerhouse capable of recognizing the value of hybrid skills, nonlinear paths, and emerging jobs.

Strategy, vision, lateral thinking: we need new roles that do not yet exist in formal systems but will be crucial to connecting society and technology, markets and ethics.

But are we still in time to reclaim intelligence, before it becomes just an algorithm?

Until the next Point of View,

Gala & Syn



Scopri di più da Eudemonia©

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

In voga