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“Un aereo, una colonna vertebrale, un algoritmo, un pianeta fragile: possono davvero avere qualcosa in comune?”


La domanda sembra un gioco di fantasia, eppure contiene una verità profonda. Aerei, corpi e intelligenze artificiali sono tutti sistemi complessi. Funzionano solo se equilibrio, precisione e visione si incontrano. È in questa trama di corrispondenze che si colloca la storia del prof. Adolfo Panfili, chirurgo ortopedico nato nel 1955, pioniere in Italia della chirurgia robotica e della medicina rigenerativa con ADSC ( cellule staminali ) , allievo del doppio premio Nobel Linus Pauling e tra i primi a portare in ambito medico concetti di nutrizione ortomolecolare e spiritualità integrata.


Perché parlarne oggi

Viviamo un tempo in cui i confini tra discipline saltano continuamente. La medicina è sempre più intrecciata con la tecnologia, la robotica con l’etica, l’intelligenza artificiale con le neuroscienze.
Allo stesso tempo la società ci chiede di non perdere la dimensione umana, di non ridurre l’uomo a dati e algoritmi.
È in questo spazio di tensione che figure come il prof. Adolfo Panfili assumono rilievo particolare . La sua carriera è stata segnata da una costante ricerca di pensiero laterale ,di contaminazione: mettere in dialogo bisturi e filosofia, cellule e nutrizione, robot e spiritualità.


Biografia e formazione

Nato a Roma, il prof. Panfili si forma in un contesto in cui la medicina ortopedica è ancora fortemente legata a pratiche tradizionali. Fin da giovane mostra interesse per le innovazioni, spinto da una curiosità che va oltre i confini della disciplina.

Un momento decisivo arriva con l’incontro con Linus Pauling, due volte premio Nobel, padre della chimica moderna e della medicina ortomolecolare. Pauling sosteneva che la salute dipendesse dall’equilibrio delle molecole nel corpo e dall’apporto di nutrienti ottimali. Questa visione colpì profondamente il Prof. Panfili, che iniziò a immaginare una medicina in cui chirurgia e nutrizione non fossero mondi separati, ma parti di un unico disegno.


Le innovazioni mediche


Chirurgia mininvasiva


Nel 1980 pubblica con il prof. Mariani e Puddu il primo libro in Italia sull’Artroscopia attivando il capitolo della Chirurgia mininvasiva.

Negli anni ’90 il prof. Panfili è tra i primi in Italia a introdurre tecniche di chirurgia ortopedica mininvasiva della colonna vertebrale In un’epoca in cui gli interventi erano ancora spesso associati a incisioni chirurgiche estese e lunghe degenze, egli promuove metodiche che riducono il trauma chirurgico, abbreviando i tempi di recupero e di degenza e migliorando la qualità della vita dei pazienti.

Chirurgia robotica

Con l’avvento della robotica applicata alla medicina, il prof. Panfili esplora le possibilità offerte dai sistemi di navigazione e di precisione. Il chirurgo diventa così non solo “mano” ma anche “pilota”, proprio come in un cockpit: la sala operatoria si trasforma in una cabina di comando, dove la tecnologia amplifica le capacità umane senza sostituirle.

Medicina rigenerativa

Altro campo centrale del suo lavoro è la medicina rigenerativa, con l’impiego
di ADSC ( cellule staminali di derivazione dagli adipociti) e terapie biologiche per trattare patologie articolari e degenerative. Tecniche che, se inizialmente apparivano pionieristiche, oggi sono sempre più riconosciute e utilizzate in ambito ortopedico.

La nutrizione ortomolecolare

Accanto alle sale operatorie, il prof. Panfili sviluppa un interesse profondo per la nutrizione. Seguendo la lezione di Pauling, promuove la medicina ortomolecolare, un approccio che mira a fornire al corpo i nutrienti nelle quantità ottimali per favorire salute e prevenzione.

Questo aspetto lo porta a pubblicare saggi divulgativi, a fondare centri dedicati e a portare il tema in convegni internazionali. Non si tratta solo di dieta, ma di un’idea più ampia: il cibo come medicina preventiva, come strumento per sostenere il corpo nelle sue capacità naturali di guarigione.


Medicina e spiritualità

Forse il tratto più originale del pensiero del prof. Panfili è l’apertura alla dimensione spirituale. In un contesto medico che spesso riduce l’uomo a macchina biologica, egli insiste sul fatto che la salute non può essere pienamente compresa se non si tiene conto della mente, delle emozioni, del senso di vita.

Si parla di tentativo di integrare le diverse dimensioni dell’esperienza umana. Per il prof. Panfili, un intervento chirurgico non è mai solo un atto tecnico: è un incontro con una persona che porta con sé paure, speranze e una propria visione del mondo.


Uomo e pianeta: un ecosistema

Un altro elemento ricorrente nella sua visione è l’analogia tra corpo e pianeta. Come le articolazioni degenerano se sovraccaricate, così l’ambiente collassa se sfruttato oltre misura. La salute individuale e quella collettiva non sono separabili.

In questo senso, parlare di nutrizione, rigenerazione e prevenzione significa anche parlare di sostenibilità. Un messaggio che oggi, nell’epoca dei cambiamenti climatici, assume un valore ancora più urgente.


L’attualità del messaggio

In un tempo segnato dall’intelligenza artificiale e dalla crisi ambientale, la figura del Prof. Panfili torna attuale. La sua lezione è che l’innovazione non può limitarsi a essere tecnica: deve includere etica, visione e capacità di integrare.

Così come un algoritmo ha bisogno di dati ma anche di un disegno etico, la chirurgia ha bisogno di bisturi ma anche di umanità. E la salute del corpo non può essere pensata senza la salute del pianeta.


Conclusione: il coraggio di osare

“Un aereo, una colonna vertebrale, un algoritmo, un pianeta fragile: tutto ci parla della stessa urgenza. Osiamo o rinunciamo.”

La vita e la carriera del Prof. Adolfo Panfili raccontano una verità semplice: il progresso appartiene a chi osa. Che si tratti di introdurre nuove tecniche chirurgiche, di parlare di nutrizione in un contesto scettico, o di riconoscere la dimensione spirituale in medicina, ogni passo è stato un atto di coraggio.

Ed è forse questo il lascito più prezioso: non le singole tecnologie o i protocolli, ma l’atteggiamento. Quello di chi non teme di aprire nuove strade, anche a costo di essere incompreso.

Nel nostro secolo inquieto, dominato da incertezze e trasformazioni, la lezione è chiara: il futuro non appartiene a chi ripete, ma a chi immagina.

Gala&Syn

Dott.ssa Rossana Galano

Acknowledgments: The author wishes to warmly thank Simona Scarpati for her valuable contribution and support in the realization of this work.


Chi è Adolfo Panfili


  • Allievo del Nobel Linus Pauling, padre della medicina ortomolecolare
  • Tra i primi in Italia a introdurre la chirurgia mininvasiva in ortopedia
  • Pioniere nell’uso di cellule staminali e medicina rigenerativa
  • Autore di +30 testi

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Between Sky and Scalpel: The Challenge of Adolfo Panfili in the 21st Century


“An airplane, a spine, an algorithm, a fragile planet: can they really have something in common?”


The question may sound like a play of imagination, yet it contains a profound truth. Airplanes, human bodies, and artificial intelligences are all complex systems. They function only when balance, precision, and vision meet. It is within this web of correspondences that we find the story of Prof. Adolfo Panfili, an orthopedic surgeon born in 1955, a pioneer in Italy of robotic surgery and regenerative medicine with ADSCs (stem cells), a student of two-time Nobel laureate Linus Pauling, and among the first to bring orthomolecular nutrition and integrated spirituality into the medical field.


Why Talk About Him Today

We live in an age where the boundaries between disciplines constantly dissolve. Medicine is increasingly intertwined with technology, robotics with ethics, artificial intelligence with neuroscience.
At the same time, society demands that we do not lose our human dimension, that we do not reduce man to mere data and algorithms.
It is in this space of tension that figures like Prof. Adolfo Panfili acquire a special significance. His career has been marked by a constant search for lateral thinking, for cross-pollination: putting scalpel and philosophy in dialogue, cells and nutrition, robots and spirituality.


Biography and Education

Born in Rome, Prof. Panfili was trained in a context where orthopedic medicine was still strongly tied to traditional practices. From a young age, he showed an interest in innovation, driven by a curiosity that went beyond the limits of his field.

A decisive moment came when he met Linus Pauling, two-time Nobel laureate, father of modern chemistry and orthomolecular medicine. Pauling believed that health depended on the balance of molecules in the body and the intake of optimal nutrients. This vision deeply impressed Prof. Panfili, who began to imagine a medicine in which surgery and nutrition were not separate worlds but parts of a single design.


Medical Innovations

Minimally Invasive Surgery
In 1980, together with Prof. Mariani and Puddu, he published the first book in Italy on Arthroscopy, opening the chapter on minimally invasive surgery.

In the 1990s, Prof. Panfili was among the first in Italy to introduce minimally invasive orthopedic surgery techniques for the spine. At a time when operations were still often associated with large incisions and long hospital stays, he promoted methods that reduced surgical trauma, shortened recovery and hospitalization times, and improved patients’ quality of life.

Robotic Surgery
With the advent of robotics applied to medicine, Prof. Panfili explored the possibilities offered by navigation and precision systems. The surgeon thus becomes not only a “hand” but also a “pilot,” much like in a cockpit: the operating room transforms into a command cabin, where technology amplifies human skills without replacing them.

Regenerative Medicine
Another central field of his work is regenerative medicine, with the use of ADSCs (stem cells derived from adipocytes) and biological therapies to treat joint and degenerative diseases. Techniques that initially seemed pioneering are today increasingly recognized and used in orthopedic practice.

Orthomolecular Nutrition
Alongside operating rooms, Prof. Panfili developed a deep interest in nutrition. Following Pauling’s lessons, he promoted orthomolecular medicine, an approach aimed at providing the body with nutrients in optimal amounts to foster health and prevention.

This interest led him to publish popular science books, found dedicated centers, and bring the subject to international conferences. It is not just about diet, but about a broader idea: food as preventive medicine, as a tool to support the body’s natural healing capacities.

Medicine and Spirituality
Perhaps the most original trait of Prof. Panfili’s thinking is his openness to the spiritual dimension. In a medical context that often reduces man to a biological machine, he insists that health cannot be fully understood without considering the mind, emotions, and meaning of life.

It is an attempt to integrate the different dimensions of human experience. For Prof. Panfili, a surgical intervention is never just a technical act: it is an encounter with a person who carries fears, hopes, and their own worldview.


Man and Planet: One Ecosystem

Another recurring element in his vision is the analogy between body and planet. Just as joints degenerate when overloaded, so too does the environment collapse when exploited beyond measure. Individual and collective health cannot be separated.

In this sense, speaking of nutrition, regeneration, and prevention also means speaking of sustainability. A message that today, in the era of climate change, is even more urgent.


The Relevance of His Message

In a time marked by artificial intelligence and environmental crisis, the figure of Prof. Panfili becomes highly relevant. His lesson is that innovation cannot be limited to technology: it must also include ethics, vision, and the ability to integrate.

Just as an algorithm needs not only data but also an ethical framework, surgery needs not only scalpels but also humanity. And the health of the body cannot be considered without the health of the planet.


Conclusion: The Courage to Dare

“An airplane, a spine, an algorithm, a fragile planet: all speak to us of the same urgency. We either dare, or we renounce.”

The life and career of Prof. Adolfo Panfili tell a simple truth: progress belongs to those who dare. Whether it is introducing new surgical techniques, discussing nutrition in a skeptical context, or recognizing the spiritual dimension in medicine, every step has been an act of courage.

And perhaps this is his most valuable legacy: not specific technologies or protocols, but an attitude. That of someone who does not fear opening new paths, even at the cost of being misunderstood.

In our restless century, marked by uncertainty and transformation, the lesson is clear: the future does not belong to those who repeat, but to those who imagine.

Gala&Syn
Dr. Rossana Galano


Acknowledgments: The author wishes to warmly thank Simona Scarpati for her valuable contribution and support in the realization of this work.



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